Lo sguardo di Michelangelo Antonioni e le Arti

Lo sguardo di Michelangelo Antonioni e le Arti – Palazzo dei Diamanti – Ferrara

dal 10 marzo al 9 giugno 2013

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Mi sono appassionato al lavoro di Antonioni soltanto negli ultimi anni.

Nel 2001 ho visto alcuni cortometraggi realizzati dal regista e presentati alla Tate Modern di Londra, tra i quali N. U. Nettezza Urbana, documentario realista del 1948 che racconta la triste vita dei netturbini romani. Sono andato a ricercare i films che lo hanno reso famoso in Italia, L’avventura, La notte, Deserto rosso, con una giovane Monica Vitti, unica indiscussa musa ispiratrice. Sono rimasto incantato dalla capacità poetica che Antonioni possedeva nel raccontare con l’inquadratura, riuscendo a rendere suggestivo persino lo spazio più banale. Successivamente i lavori della fama internazionale, Blow up, Zabrinsky Point, Professione Reporter.

 

La mostra, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara è il tributo della sua città natale che vuole documentare il lavoro del regista con costumi di scena, lettere, oggetti a lui appartenuti, alcuni brani dei films più famosi, ma soprattutto raccontando l’empatia tra Antonioni e le arti visive a lui contemporanee, in modo particolare con la pittura.

Sono presenti in mostra alcune opere dei maestri più importanti della scena internazionale che documentano la vicinanza espressiva con il regista.

Una plastica rossa combusta di Alberto Burri è perfettamente attinente alle atmosfere industriali di Deserto rosso, dove si racconta della tormentata storia di Giuliana (Monica Vitti) che non sa trovare la propria dimensione in una realtà alienante.

Lo sguardo di Michelangelo Antonioni e le Artiultima modifica: 2013-04-30T17:47:00+02:00da paolofabiani
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